La Ogun Record tra profili sudafricani e jazzmen inglesi
Alla fine degli anni sessanta il jazz stava vivendo uno dei suoi momenti migliori in termini di espansione geografica. In Sud Africa in quegli anni nacquero dei movimenti autonomi che costituivano l'alternativa al jazz...
Jon Irabagon: Here be dragons
Il sassofonista filippino naturalizzato a New York, Jon Irabagon è venuto alla ribalta della cronaca grazie ad un concorso del 2008 dedicato a Monk, in cui l'artista, giudicato da una commissione stellare (Wayne Shorter,...
L’improvvisazione jazz in Giappone: ministoria (parte 3)
Il Giappone ha da sempre avuto una predilizione per gli aspetti percussivi della musica ed ha fornito alla comunità musicale alcuni tra i più originali batteristi/percussionisti di sempre: tra questi, oltre a Togashi, un...
L’improvvisazione jazz in Giappone: ministoria (parte 2)
Terumasa Hino nel suo "Journey to the air" aveva raggiunto formalmente quella difficile sequenza da caos organizzato che fu la prerogativa del progetto immenso di Coltrane di "Ascension", così come il sassofonista Kaoru Abe...
Andrea Centazzo: Moon in Winter
Da qualche mese ho l'onore di avere tra i miei lettori il pianista Nobu Stowe; la nostra amicizia epistolare, nata dal comune intento di promuovere musica che abbia anche uno sfondo culturale, si è...
Mats Gustafsson – Fire!
In Svezia la scena attuale jazz mostra una grande eterogeneità delle forme e dei contenuti da esportare in musica: si parte dal jazz tradizionale fino ad arrivare al free più radicale, dallo sviluppo delle...
Servire l’umanità in evoluzione: Gianni Lenoci
...."Dal mio punto di vista, la maggior parte dei musicisti di jazz italiani e non (in particolare quelli più in vista e che quindi dovrebbero essere di esempio) non fa jazz ma semplice pop...
Wadada Leo Smith: Heart’s reflections
Leo Smith, trombettista sperimentale, nasce nel clamore della proposta free avanguardistica di Chicago dei sessanta: tuttavia, come molta critica ha sempre affermato, se ne distacca immediatamente per il rapporto che condivide con i suoni....
Sofferenza e “deep listening” nel free jazz: l’esperienza di Joe McPhee
I sassofonisti tenori che sviluppano le teorie "libere" della musica jazz negli anni sessanta introducono un rilievo fondamentale nel coacervo dei loro sistemi musicali: non si tratta solo di dare esecuzione a nuove modalità...
Variazioni tayloriane: Angelica Sanchez
L'originalità di uno stile musicale non è un accadimento che si sviluppa dall'oggi al domani: entrando nello specifico del jazz, per molti è sembrato più semplice seguire uno schema già preordinato, piuttosto che svilupparne...